Non ho mai apprezzato molto l’opera architettonica di Aldo Rossi (quella teorica invece sì), a parte alcuni esempi, come, a Milano, la “stecca” del “Gallaratese secondo” e il Monumento a Sandro Pertini.
Non capisco cosa abbia di scandaloso questo monumento, che dà misura e articolazione spaziale ad un anonimo (a parte il nome altisonante) slargo tra due edifici e due vie.
E’ una stanza e, allo stesso tempo, uno spazio teatrale (la scalinata), una fontana e un ricordo del grande Presidente. Ridà misura allo spazio retrostante.
Come si pensa poi di spostarlo? A pezzetti? Per poi rimontarlo? Assurdo.
Che almeno la memoria del Presidente Pertini apra le ristrette menti dei fautori della demolizione!
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1 Commento
14 Agosto 2009 alle 16:38
Non ho mai apprezzato molto l’opera architettonica di Aldo Rossi (quella teorica invece sì), a parte alcuni esempi, come, a Milano, la “stecca” del “Gallaratese secondo” e il Monumento a Sandro Pertini.
Non capisco cosa abbia di scandaloso questo monumento, che dà misura e articolazione spaziale ad un anonimo (a parte il nome altisonante) slargo tra due edifici e due vie.
E’ una stanza e, allo stesso tempo, uno spazio teatrale (la scalinata), una fontana e un ricordo del grande Presidente. Ridà misura allo spazio retrostante.
Come si pensa poi di spostarlo? A pezzetti? Per poi rimontarlo? Assurdo.
Che almeno la memoria del Presidente Pertini apra le ristrette menti dei fautori della demolizione!